Accesso autonomo e superbonus 110%

Novità superbonus 110%: Accesso autonomo da strada, cortile, giardino anche di proprietà non esclusiva.

 

Superbonus

Il D.L. 19/5/2020 coordinato con la Legge 77/2020 ha istituito il nuovo Superbonus 110% per la riqualificazione energetica degli immobili e per il miglioramento sismico. Tra le varie categorie di fabbricati che possono godere del nuovo incentivo sono stati inclusi gli edifici unifamiliari e le unità immobiliari situate in edifici plurifamiliari ma funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno.

Recentemente è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Agosto che ha apportato alcune modifiche alla disciplina del Superbonus 110%.

Tra le varie modifiche è stata introdotta una definizione di accesso autonomo che permette di meglio identificare le unità immobiliari che possono accedere al beneficio in maniera indipendente e con propri massimali si spesa.

In particolare citiamo:

Testo del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 (in S.O. n. 30/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 203 del 14 agosto 2020) , coordinato con la legge di conversione 13 ottobre 2020, n. 126 (in questo stesso S.O.), recante: «Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.». (G.Ufficiale n.253 del 13-10-2020 – Suppl. Ordinario n. 37)

Come possiamo leggere all’articolo n. 51 comma 3-quater.

All’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Ai fini del presente articolo, per ‘accesso autonomo
dall’esterno‘ si intende un accesso indipendente, non comune ad altre
unita’ immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che
consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di
proprietà’ non esclusiva».

Questa importante modifica apre la strada anche a numerosi edifici che potranno accedere al Superbonus in modo autonomo e indipendente dalle altre unità immobiliari con le quali si condividono corti, cortili, giardini a comune, fermo restando tutti gli altri requisiti richiesti dalla legge.

Estratto del testo del decreto:

Art. 51

Piccole opere e interventi contro l’inquinamento

1. A decorrere dal 1° gennaio 2021, all’articolo 30 del
decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 14-bis e’ sostituito dal seguente: «14-bis. Per
stabilizzare i contributi a favore dei comuni allo scopo di
potenziare gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole,
strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento
delle barriere architettoniche a beneficio della collettivita’,
nonche’ per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo
territoriale sostenibile di cui al comma 3, a decorrere dall’anno
2021 e’ autorizzato, nello stato di previsione del Ministero
dell’interno, l’avvio di un programma pluriennale per la
realizzazione degli interventi di cui all’articolo 1, comma 107,
della legge 30 dicembre 2018, n. 145. A tale fine, con decreto del
Ministro dell’interno, da emanare entro il 15 gennaio di ciascun
anno, e’ assegnato a ciascun comune con popolazione inferiore a 1.000
abitanti un contributo di pari importo, nel limite massimo di 160
milioni di euro per l’anno 2021, 168 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2022 e 2023, 172 milioni di euro per l’anno 2024, 140
milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030, 132 milioni
di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2033 e 160 milioni di
euro a decorrere dall’anno 2034. Il comune beneficiario del
contributo di cui al presente comma e’ tenuto ad iniziare
l’esecuzione dei lavori entro il 15 maggio di ciascun anno. Nel caso
di mancato rispetto del termine di inizio dell’esecuzione dei lavori
di cui al presente comma o di parziale utilizzo del contributo, il
medesimo contributo e’ revocato, in tutto o in parte, entro il 15
giugno di ciascun anno, con decreto del Ministro dell’interno. Le
somme derivanti dalla revoca dei contributi di cui al quarto periodo
sono assegnate, con il medesimo decreto ivi previsto, ai comuni che
hanno iniziato l’esecuzione dei lavori in data antecedente alla
scadenza di cui al presente comma, dando priorita’ ai comuni con data
di inizio dell’esecuzione dei lavori meno recente e non oggetto di
recupero. I comuni beneficiari dei contributi di cui al quinto
periodo sono tenuti a iniziare l’esecuzione dei lavori entro il 15
ottobre di ciascun anno. Si applicano i commi 110, 112, 113 e 114
dell’articolo 1 della citata legge n. 145 del 2018.»;
b) il comma 14-ter e’ sostituito dal seguente: «14-ter. A
decorrere dall’anno 2021, nello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, e’ istituito
un fondo dell’importo di 41 milioni di euro per l’anno 2021, 43
milioni di euro per l’anno 2022, 82 milioni di euro per l’anno 2023,
83 milioni di euro per l’anno 2024, 75 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2025 al 2030, 73 milioni di euro per ciascuno degli
anni dal 2031 al 2033, 80 milioni di euro per l’anno 2034 e 40
milioni di euro a decorrere dall’anno 2035, destinato alle finalita’
di cui all’articolo 10, comma 1, lettera d), della legge 7 luglio
2009, n. 88. In sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e’
definito il riparto delle risorse tra le regioni interessate e sono
stabilite le misure a cui esse sono destinate, tenendo conto del
perdurare del superamento dei valori limite relativi alle polveri
sottili (PM10), di cui alla procedura di infrazione n. 2014/2147 e
dei valori limite relativi al biossido di azoto (NO2), di cui alla
procedura di infrazione n. 2015/2043, e della complessita’ dei
processi di conseguimento degli obiettivi indicati dalla direttiva
2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio
2008. Il monitoraggio degli interventi avviene ai sensi del decreto
legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, e gli stessi devono essere
identificati dal codice unico di progetto (CUP).»
c) il comma 14-quater e’ sostituito dal seguente: «14-quater.
All’attuazione delle disposizioni di cui ai commi 14-bis e 14-ter si
fa fronte con tutte le risorse per contributi dall’anno 2020, non
ancora impegnate alla data del 1° giugno 2019, nell’ambito
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1091, della
legge 27 dicembre 2017, n. 205, che si intende corrispondentemente
ridotta di pari importo, nonche’ con le risorse di cui all’articolo
24, comma 5-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8.
Sono nulli gli eventuali atti adottati in contrasto con le
disposizioni del presente comma. Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.».
1-bis. Per l’anno 2020 il termine di cui all’articolo 1, comma 32,
della legge 27 dicembre 2019, n. 160, e’ prorogato al 15 novembre
2020; conseguentemente, il termine di cui al comma 34 dello stesso
articolo 1 e’ prorogato, per l’anno 2020, al 15 dicembre 2020.
1-ter. Al fine di contenere l’inquinamento e il dissesto
idrogeologico, fino al 31 dicembre 2020, l’aliquota dell’imposta di
registro per gli atti traslativi a titolo oneroso della proprieta’ di
terreni agricoli, di cui all’articolo 1, comma 1, terzo capoverso,
della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle
disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e’ ridotta all’1
per cento per i terreni agricoli adibiti all’imboschimento.
1-quater. Nei casi di cui al comma 1-ter, l’imposta puo’ essere
inferiore a 1.000 euro.
1-quinquies. Ai fini dell’applicazione dell’aliquota di cui al
comma 1-ter, la dichiarazione di destinazione del terreno
all’imboschimento deve essere resa dall’acquirente nell’atto di
acquisto. L’acquirente deve altresi’ dichiarare l’impegno a mantenere
tale destinazione d’uso per un periodo non inferiore a trenta anni e
a procedere alla piantumazione entro dodici mesi dall’acquisto, con
una densita’ non inferiore a 250 alberi per ettaro. In caso di
mancato rispetto delle predette condizioni, sono dovute le imposte
nella misura ordinaria, nonche’ una sovrattassa pari al 30 per cento
delle stesse imposte.
1-sexies. In caso di successivo trasferimento a titolo gratuito
della proprieta’ dei terreni di cui ai commi da 1-ter a 1-quinquies,
il vincolo di destinazione d’uso di cui al comma 1-quinquies decade
dopo trenta anni dalla data dell’atto traslativo a titolo oneroso per
il quale e’ stata applicata l’aliquota ridotta di cui al comma 1-ter.
1-septies. Agli oneri derivanti dall’attuazione dei commi da 1-ter
a 1-sexies, pari a 900.000 euro per l’anno 2020, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200,
della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall’articolo
114, comma 4, del presente decreto.
2. Al fine di favorire gli interventi volti al miglioramento della
qualita’ dell’aria prioritariamente nei settori dei trasporti, della
mobilita’, delle sorgenti stazionarie e dell’uso razionale
dell’energia, nonche’ interventi per la riduzione delle emissioni
nell’atmosfera, tenendo conto del perdurare del superamento dei
valori limite relativi alle polveri sottili (PM10), di cui alla
procedura di infrazione n. 2014/2147, e dei valori limite relativi al
biossido di azoto (NO2), di cui alla procedura di infrazione n.
2015/2043, e della complessita’ dei processi di conseguimento degli
obiettivi indicati dalla direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 21 maggio 2008, e delle finalita’ di cui
all’articolo 10, comma 1, lettera d), della legge 7 luglio 2009, n.
88, che individua la pianura padana quale area geografica con una
particolare situazione di inquinamento dell’aria, le risorse per
l’anno 2020, di cui al nono periodo del comma 14-ter dell’articolo 30
del citato decreto-legge n. 34 del 2019, nel testo vigente alla data
di entrata in vigore del presente decreto, sono trasferite in
apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.
3. Al comma 4, primo periodo, dell’articolo 112-bis del
decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, dopo le parole «trasferite» sono
aggiunte le seguenti: «o assegnate» e dopo le parole «l’emergenza»
sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ ai sensi di norme di legge
dello Stato per contributi agli investimenti».
3-bis. Al comma 4 dell’articolo 7-quinquies del decreto legislativo
13 gennaio 2003, n. 36, le parole: “eluato conforme alle
concentrazioni fissate in tabella 5a dell’Allegato 4″ sono sostituite
dalle seguenti: “eluato conforme alle concentrazioni fissate in
tabella 5 dell’Allegato 4″.
3-ter. Alla tabella 3, alla tabella 5-bis e alla tabella 6-bis
dell’allegato 4 al decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, le
parole: “I valori sono calcolati secondo i fattori di equivalenza di
cui alla tabella 1 dell’Allegato P” sono sostituite dalle seguenti:
“I valori sono calcolati secondo i fattori di equivalenza di cui alla
tabella 1B dell’Allegato 3″.
3-quater. All’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Ai fini del presente articolo, per ‘accesso autonomo
dall’esterno‘ si intende un accesso indipendente, non comune ad altre
unita’ immobiliari, chiuso da cancello o portone d’ingresso che
consenta l’accesso dalla strada o da cortile o da giardino anche di
proprieta’ non esclusiva».
3-quinquies. All’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.
34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77,
dopo il comma 13-bis e’ inserito il seguente:
«13-ter. Al fine di semplificare la presentazione dei titoli
abitativi relativi agli interventi sulle parti comuni che beneficiano
degli incentivi disciplinati dal presente articolo, le asseverazioni
dei tecnici abilitati in merito allo stato legittimo degli immobili
plurifamiliari, di cui all’articolo 9-bis del testo unico di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e i
relativi accertamenti dello sportello unico per l’edilizia sono
riferiti esclusivamente alle parti comuni degli edifici interessati
dai medesimi interventi».
3-sexies. In via sperimentale, per il periodo dal 1° gennaio 2021
al 31 dicembre 2021, per le bottiglie in polietilentereftalato di cui
all’articolo 13-ter, comma 1, del decreto del Ministro per la sanita’
21 marzo 1973, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 104 del 20 aprile 1973, non trova applicazione la
percentuale minima di polietilentereftalato vergine prevista dal
comma 2 del medesimo articolo 13-ter. Restano ferme, per le predette
bottiglie, le altre condizioni e prescrizioni previste dal citato
articolo 13-ter.
3-septies. Il Ministero della salute provvede a modificare, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, il citato decreto 21 marzo 1973,
adeguandolo alle disposizioni di cui al comma 3-sexies.
3-octies. Il Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23
dicembre 2014, n. 190, e’ incrementato di 3,6 milioni di euro per
l’anno 2022.
3-novies. Ai maggiori oneri di cui al presente articolo, valutati
in 9,5 milioni di euro per l’anno 2021 e in 1,6 milioni di euro per
l’anno 2023 e pari a 3,6 milioni di euro per l’anno 2022, si provvede
mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1,
comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato
dall’articolo 114, comma 4, per gli anni 2021 e 2023 e mediante
utilizzo delle maggiori entrate derivanti dai commi 1 e 2 per l’anno
2022.
3-decies. All’articolo 10 del decreto legislativo 11 febbraio 2010,
n. 22, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:
«4-bis. Le piccole utilizzazioni locali di cui al comma 1 sono
assoggettate alla procedura abilitativa semplificata stabilita
dall’articolo 6 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28,
limitatamente al caso in cui il prelievo e la restituzione delle
acque sotterranee restino confinati nell’ambito della falda
superficiale, alle condizioni stabilite con il provvedimento di cui
all’articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28,
fermi restando gli oneri per l’utilizzo delle acque pubbliche
stabiliti dalla normativa vigente, ove applicabili»;
b) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente:
«7-bis. L’applicazione del comma 7 e’ estesa alle piccole
utilizzazioni locali di cui al comma 4-bis».
3-undecies. Fermo restando il rispetto del principio
dell’equilibrio di bilancio, nell’ambito delle risorse disponibili a
legislazione vigente e al fine di intervenire sulla contrazione del
ciclo economico in conseguenza dell’epidemia da COVID-19 stimolando
l’economia locale, fino alla data del 31 dicembre 2021 gli enti di
gestione delle aree protette possono adottare misure di contenimento
della spesa ulteriori ed alternative alle vigenti disposizioni di cui
all’articolo 1, commi da 590 a 593, della legge 27 dicembre 2019, n.
160, purche’ sia assicurato il conseguimento dei medesimi risparmi
previsti a legislazione vigente. Il collegio dei revisori dei conti
verifica preventivamente che le misure previste siano idonee a
garantire comunque i medesimi effetti di contenimento della spesa
stabiliti a legislazione vigente ed attesta il rispetto di tale
adempimento nella relazione al conto consuntivo. Resta in ogni caso
precluso l’utilizzo degli stanziamenti preordinati alle spese in
conto capitale per finanziare spese di parte corrente. Alla
compensazione in termini di indebitamento e fabbisogno, pari a 8
milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, si provvede
mediante corrispondente riduzione del Fondo per la compensazione
degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente
conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, di cui
all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.

 

Novità Superbonus 110%: Circolare Agenzia delle Entrate

Circolare Agenzia delle Entrate: Superbonus 110%

Dopo l’uscita dei decreti attuativi e della Guida dell’Agenzia delle Entrate in merito al Superbonus, sono arrivati molti chiarimenti e dettagli per gli addetti ai lavori da parte dell’Agenzia delle Entrate.

La nuova circolare entra nel merito di molti aspetti inerenti la platea dei beneficiari, la tipologia di immobili che possono godere del nuovo incentivo del 110%, gli interventi che possono essere realizzati e inoltre viene spiegato in maniera chiara il meccanismo della cessione del credito e lo sconto in fattura.

Con questo documento di conclude l’iter normativo relativo al nuovo Superbonus del 110% (ecobonus + sismabonus) che era iniziato con il Decreto Rilancio e si è concluso con i vari Decreti Attuativi del MISE e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Qui di seguito è possibile consultare la Circolare relativa al superbonus 110%:

Superbonus_circolare_ade

A chi rivolgersi per ottenere gli incentivi del 110%

La normativa relativa al Superbonus 110% è molto complessa e la definizione degli obiettivi energetici da raggiungere per ottenere il superbonus non è semplice da calcolare. In particolare occorre che l’insieme degli interventi effettuati porti ad un salto di due classi energetiche da verificare tramite APE pre e post intervento. Prima di iniziare i lavori occorre eseguire un’analisi energetica preliminare al fine di stabilire quanti e quali opere realizzare per raggiungere tale obiettivo. Si consiglia quindi di rivolgersi a un termotecnico professionista in grado di guidare l’utente in tutte le fasi del procedimento tecnico amministrativo inerente il superbonus 110%.

Per la Toscana è possibile contattare il nostro referente termotecnico:

Referente esperto termotecnico per superbonus 110%:

Ing. Matteo Paoletti

Mobile: 3389486390 (orario ufficio)

E-mail: studio@luminance.it

Sito web: Termotecnico per superbonus 110%

 

Al via il superbonus 110%. Legge 77/2020 conversione del Decreto Rilancio

Superbonus 110% e interventi agevolati

Il Decreto Rilancio è stato convertito in legge in questi giorni. Sono state apportate alcune modifiche in fase di conversione ma in generale lo schema di principio non è stato cambiato in maniera incisiva. Le categorie di intervento che godono dello speciale superbonus del 110% sono rimaste più o meno invariate, è stata ampliata la platea dei possibili beneficiari e introdotti alcuni piccoli aggiustamenti sui massimali da poter portare in detrazione.

Si allega qui sotto gli articolo di interesse della Legge 77/2020:

Superbonus_110_Legge_77_2020

Pratiche, adempimenti e asseverazioni ENEA per il superbonus 110%

Pratiche e adempimenti per il Superbonus del 110%

 

In questi giorni vengono presentate alcune bozze preliminari riguardanti il superbonus del 110% per i lavori di ristrutturazione che comportano miglioramenti energetici.

Dalle bozze che circolano in rete (in attesa dei promessi Decreti attuativi che dovrebbero arrivare in 30 giorni circa) sembrano confermate le ipotesi che già avevamo introdotto in precedenti articoli.

In particolare chi vorrà approfittare del nuovo superbonus 110% per risparmio energetico dovrà contattare un termotecnico professionista al fine di presentare tutte le pratiche necessarie per ottenere il beneficio:

Pratiche necessarie per il superbonus 110%

  • Relazione tecnica ai sensi del DM 16/6/2015 “requisiti minimi” da presentare al Comune ai sensi della Legge 10/91  (pratica termotecnica)
  • Eventuali pratiche edilizie (CILA, SCIA, ecc…) necessarie in base al tipo di intervento da realizzare
  • Asseverazione di un termotecnico professionista che attesti la rispondenza degli interventi con quanto stabilito dalla normativa tecnica a riguardo e con i prezzi standard riferibili all’intervento.
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica) da produrre prima dell’inizio dei lavori che attesti la classe energetica dell’edificio ante operam
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica) da produrre dopo i lavori che attesti la classe energetica dell’edificio post operam (occorre effettuare un salto di due classi energetiche)
  • Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, occorrerà inoltrare la pratica ENEA con i dati contenuti nella scheda descrittiva degli interventi. I dati da indicare sono quelli contenuti negli allegati C e D alla bozza del decreto (in attesa di eventuali modifiche e conferme). Si tratta di informazioni tecniche che servono ad identificare la tipologia dell’edificio o di impianto su cui sono stati realizzati i lavori e il contribuente che sostiene le spese.
  • All’Enea bisognerà anche trasmettere l’asseverazione del rispetto dei requisiti previsti e la corrispondente dichiarazione di congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

A chi rivolgersi per ottenere il superbonus del 110%:

Per Firenze, Prato, Lucca, Pistoia, Pisa, Livorno:

Studio termotecnico Ing. Matteo Paoletti: Pratiche, asseverazioni ENEA per Superbonus 110%

 

Requisiti e pratiche per il superbonus del 110%

Adempimenti e specifiche per il superbonus 110%

Il Decreto Rilancio 2020 ha introdotto una nuova tipologia di incentivo statale per il risparmio energetico e i lavori di adeguamento anti sismici.

Il nuovo superbonus per il risparmio energetico o ecobonus del 110% è stato introdotto al fine di incentivare tutti gli interventi di risparmio energetico ma con precise specifiche di “ingresso”, ossia alcuni tipi di intervento che permettono di accedere alla procedura portando poi con sè la possibilità di incentivare anche gli altri interventi previsti dall’ecobonus ma con una aliquota del 110% e un periodo di rientro di 5 anni anzichè 10.

Nel nostro precedente articolo sul nuovo superbonus del 110% avevamo introdotto la misura, qui di seguito elenchiamo i principali adempimenti e le pratiche necessarie per ottenere il superbonus ecobonus 110%:

  • Miglioramento energetico: gli interventi previsti dovranno rispettare i requisiti minimi previsti dal DM 26 giugno 2015 (ex Legge 10’/91) e assicurare un salto di minimo due classi energetiche.
  • Il visto di conformità: occorrerà anche tale adempimento in merito ai dati relativi alla documentazione. Con tale visto si attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Viene rilasciato da commercialisti, consulenti del lavoro e CAF. I dati relativi all’opzione scelta andranno comunicati in via telematica all’Agenzia delle Entrate secondo modalità che saranno definite successivamente.

 

  • Interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus del 110%): occorrerà una asseverazione del rispetto dei requisiti energetici minimi (DM 26 giugno 2015) e della congruità delle spese effettuate per gli interventi agevolati, rilasciata da un termotecnico abilitato. Tale documentazione dovrà essere trasmessa all’Enea secondo modalità che saranno definite successivamente.
  • Attestati di prestazione energetica APE prima e dopo i lavori: Per ottenere le agevolazioni ecobonus 110% occorrerà anche la consulenza di un termotecnico per la preparazione e il rilascio di due APE, il primo con i dati ante operam e il secondo post operam. I due attestati serviranno al fine di valutare il miglioramento di classe energetica ottenuto con gli interventi effettuati.

A chi rivolgersi:

Per la Toscana, Studio tecnico e termotecnico Luminance Progetti:

Pratiche, progetti, APE e Asseverazione ENEA per Superbonus, ecobonus del 110%

 

Detrazioni ecobonus 110 % decreto rilancio

Gli incentivi ecobonus con detrazione del 110%

Detrazioni fiscali per risparmio energetico 2020. Decreto Rilancio e detrazioni ecobonus del 110%

Con l’emergenza sanitaria abbiamo assistito a una generale crisi economica che ha colpito tutti i settori produttivi e commerciali. Al fine di fornire un supporto economico il Governo ha emanato un decreto legge di urgenza, chiamato Decreto Rilancio in cui sono stai inseriti degli articoli per potenziare l’ecobonus per interventi di risparmio energetico.

La prima versione del decreto rilancio potenzia l’ecobonus portando la percentuale di detrazione al 110% in 5 anni.

Siamo in attesa della versione definitiva che sarà pubblicata a breve in gazzetta ufficiale, per adesso gli interventi che godranno del potenziamento al 110% sono i seguenti:

  • Vengono portati al 110% gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017.
  • Godranno di una detrazione del 110% in 5 anni anche gli interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
  • Aumentata l’aliquota anche per gli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.

Queste tipologie di intervento si portano dietro anche altri interventi che di per sè erano incentivati con aliquote inferiori (ad es. ecobonus 50% o 65%) che passano così al 110% se effettuati insieme a quelli visti sopra:

L’aliquota prevista al comma 1 si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1.

Gli interventi dovranno garantire un miglioramento energetico di almeno due classi come certificato da un Attestato di Prestazione Energetica (APE) da redigersi prima e dopo l’intervento.

Inoltre gli interventi dovranno essere asseverati da termotecnici abilitati che dovranno inviare all’ENEA la relativa documentazione / pratica.

Si riporta per completezza il testo del decreto legge DL Rilancio:

1. La detrazione di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, si applica nella misura del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo,
nei seguenti casi:
a) interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.
I materiali isolanti utilizzati devono rispettare i criteri ambientali minimi di cui al
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 6 novembre 2017.
b) interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di
climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n.
811/2013 della Commissione del 18 febbraio 2013, a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito;
c) interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di
climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici di cui al comma 5 e relativi sistemi di accumulo di cui al comma 6, ovvero con impianti di microcogenerazione. La detrazione di cui alla presente lettera è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a euro 30.000 ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito.
2. L’aliquota prevista al comma 1 si applica anche a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del citato decreto-legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1.
3. Ai fini dell’accesso alla detrazione, gli interventi di cui ai commi 1 e 2 rispettano i requisiti minimi previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. e, nel loro complesso,
devono assicurare, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero se non possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’attestato di
prestazione energetica (A.P.E), di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.
4. Per gli interventi di cui ai commi 1-bis, 1-quater, 1-quinquies e 1-septies dell’articolo 16 del decreto-legge n. 63 del 2013, l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione
prevista nell’articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, spetta nella misura del 90 per cento. Le disposizioni di cui al primo e al secondo periodo non si applicano agli edifici ubicati in zona sismica 4 di cui all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, pubblicata nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta
Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2003.
5. Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettere a), b), c) e d) del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, la detrazione di cui all’articolo 16-bis, comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, nella misura del 110 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse spese non superiore a euro 48.000 e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione degli impianti sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai commi 1 o 4. In caso di interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il
predetto limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale.
6. La detrazione di cui al comma 5 è riconosciuta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione di cui al medesimo comma 5, alle stesse condizioni negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di
capacità di accumulo del sistema di accumulo.
7. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
8. La detrazione di cui ai commi 5 e 6 è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale, compresi i fondi di garanzia e di rotazione di cui all’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e gli incentivi per lo scambio sul posto di cui all’articolo 25-bis del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 agosto 2014, n. 116.
9. Per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, la detrazione di cui all’articolo 16-ter del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, è riconosciuta nella misura del 110 per cento, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, sempreché l’installazione sia eseguita congiuntamente ad uno degli interventi di cui ai commi 1 .
10. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 9 si applicano agli interventi effettuati dai condomini, nonché, sulle singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, dalle persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, salvo quanto previsto al comma 11, dagli Istituti autonomi case popolari (IACP) comunque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house
providing” per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
11. Le disposizioni contenute nei commi da 1 a 3 non si applicano alle spese sostenute dalle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, in relazione a interventi effettuati su edifici unifamiliari diversi da quello adibito ad abitazione principale.
12. Agli interventi previsti dal presente articolo si applicano le disposizioni previste dall’articolo (da def) in materia di opzione per la cessione o sconto dell’importo corrispondente alla detrazione.
13. Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al comma 12, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo. Il visto di conformità è rilasciato ai sensi dell’articolo 35 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, dai soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3 dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997.
14. I dati relativi all’opzione sono comunicati esclusivamente in via telematica secondo quanto disposto con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, che definisce anche le modalità attuative del presente articolo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
15. Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al presente articolo:
a) per gli interventi di cui ai commi 1, 2 e 3 del presente articolo, i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via
telematica all’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità
attuative;
b) per gli interventi di cui al comma 4, l’efficacia degli stessi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano, altresì, la corrispondente congruità delle
spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.
Salvo che Ferma l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro (da definire) ad euro (da definire). I soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a (n da definire) milioni di euro, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata e al bilancio dello Stato. La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. Si applicano le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n 689.
L’organo addetto al controllo sull’osservanza della presente disposizione ai sensi dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, è individuato nel Ministero dello sviluppo economico.
17. Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 15 e del visto di conformità di cui al comma 11.

 

Con l’articolo relativo all’efficienza energetica del Decreto Legge DL Rilancio si provvede a incrementare al 110% l’aliquota di detrazione spettante a fronte di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici, con riferimento alle spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021 prevedendo al tempo stesso la fruizione della detrazione in 5 rate di pari importo.

In particolare:
– la disposizione del comma 1 – ponendosi in deroga all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, prevede una detrazione pari al 110% delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica degli edifici sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021. La medesima aliquota di detrazione spetta, ai sensi del comma 2, anche con riferimento agli interventi indicati nel citato articolo 14 del DL 63 del 2013, nel caso in cui gli stessi siano effettuati congiuntamente a quelli indicati nel comma 1;
– il comma 3 indica i requisiti tecnici minimi da rispettare ai fini della spettanza della detrazione con riferimento agli interventi di ecobonus di cui ai commi 1 e 2;
– nel comma 4 si prevede, in deroga all’articolo 16 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, una detrazione pari al 110% delle spese relative a specifici interventi antisismici sugli edifici, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre
2021. Ciò sempreché sia contestualmente stipulata una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi;
– nei commi 5 e 6 si estende la spettanza della detrazione nella misura del 110 % anche agli interventi di installazione di specifici impianti fotovoltaici e accumulatori ad essi integrati, effettuati dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021. La maggiorazione dell’aliquota di detrazione compete solo nel caso in cui i predetti interventi siano effettuati congiuntamente a quelli indicati nel comma 4. Con il successivo comma 7 è previsto, inoltre, che la fruizione della detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata in sito;
– la disposizione contenuta nel comma 8 riconosce la detrazione del 110 per cento anche per le spese sostenute, congiuntamente con uno degli interventi di cui ai commi 1 e 4, per l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.
Con i commi 9 e 10 si stabilisce l’ambito applicativo delle nuove norme con riferimento ai destinatari delle stesse. In particolare, nel comma 9 è previsto che le disposizioni dei commi da 1 a 8 si applicano alle persone fisiche non nell’esercizio di imprese, arti o professioni – salvo quanto disposto nel
comma 10 -, ai condomini e agli IACP mentre nel comma 10, con riferimento agli interventi di ecobonus di cui ai commi 1 e 3, si specifica che la detrazione con aliquota del 110 per cento non spetta se le spese si riferiscono a interventi su edifici unifamiliari non adibiti ad abitazione principale.

 

Requisiti bonus facciate, verifiche e specifiche termotecniche

Bonus facciate, requisiti e verifiche di legge

Cappotto termico e bonus facciate 90%

Il bonus facciate 2020 è un nuovo incentivo fiscale dedicato al rifacimento delle facciate degli edifici ubicati nelle zone classificate da un punto di vista urbanistico come A e B del nostro paese.

Il bonus facciate è disponibile per tutte le spese relative a interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna di edifici già esistenti, parti di essi, o su unità immobiliari esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.

La detrazione relativa al bonus facciate è ripartita in 10 rate annuali e l’aliquota è molto alta, ossia del 90% detraibile da IRPEF o IRES, quindi la misura è disponibile sia per le persone fisiche, privati che per le aziende che pagano l’IRES.

Interventi incentivati con il Bonus Facciate

La detrazione del 90% spetta per i seguenti interventi effettuati sulla facciata:

  • di sola pulitura o tinteggiatura esterna sulle strutture opache della facciata
  • su balconi, ornamenti o fregi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura
  • sulle strutture opache della facciata influenti dal punto di vista termico o che
    interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio

Bonus facciate e isolamento termico (cappotto termico)

In particolare la terza opzione apre la strada all’incentivazione degli interventi di isolamento termico a cappotto che spesso vengono eseguiti in concomitanza del rifacimento delle facciate ma che con questa nuova legge possono essere effettuati e incentivati con il nuovo Bonus Facciate.

La realizzazione di un isolamento termico della facciata con un cappotto termico è quindi adesso possibile usufruendo del bonus facciate al 90% senza limiti di spesa e con detrazione ripartita in 10 anni.

Sono altresì detraibili le seguenti spese accessorie:

  • le spese per i materiali, la progettazione e le altre prestazioni
    professionali connesse e richieste dal tipo di lavori (progetti pratiche APE ecc…)
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi ( le spese relative all’installazione di ponteggi, allo smaltimento dei materiali tasse e diritti per la richiesta di titoli abitativi edilizi, occupazione del suolo pubblico e oneri accessori).

Requisiti, adempimenti e regole per accedere al Bonus Facciate

Per usufruire del bonus facciate è necessario seguire alcuni adempimenti e specifiche tecniche tra le quali si ricorda:

  • Pagamenti tramite bonifico parlante (come per Bonus Casa o Ecobonus)
  • Chiedere ed ottenere tutte le pratiche edilizie necessarie richieste dalla normativa edilizia ed urbanistica (ad es. SCIA). Qualora la normativa edilizia locale e nazionale non prevedano alcun titolo abilitativo, occorre predisporre una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, in cui sia indicata la data di inizio dei lavori ed attestata la circostanza che gli interventi posti in essere rientrano tra quelli agevolabili.
  • Per gli interventi di realizzazione di un cappotto termico (sistema di isolamento termico a cappotto per il risparmio energetico) per il quale si richiede il bonus facciate è necessario predisporre la pratica ex Legge 10/91 per l’isolamento termico dell’edificio ai sensi del DM 26/6/2015 requisiti minimi. Tale pratica va predisposta prima di eseguire l’intervento e il termotecnico progettista (ad es. ingegnere) dovrà presentare tale pratica al Comune di appartenenza in concomitanza della pratica edilizia.
  • Per ottenere il bonus facciate sugli interventi di risparmio energetico (isolamento termico a cappotto) occorre inoltre una asseverazione timbrata da un tecnico abilitato (ad es. ingegnere)
  • Per richiedere il bonus facciate 2020 per l’isolamento termico a cappotto occorre inoltre predisporre un APE (Attestato di Prestazione Energetica) e il relativo protocollo alla Regione di appartenenza.

Invio della pratica con comunicazione ENEA per bonus facciate

Al fine di ottenere i benefici relativi al bonus facciate 2020, se l’intervento è stato eseguito al fine di conseguire un risparmio energetico tramite isolamento termico a cappotto la normativa prevede l’invio della pratica ENEA come per l’ecobonus.

In particolare come riportato nella guida redatta dall’Agenzia delle Entrate:

“Solo per gli interventi di efficienza energetica deve essere inviata all’Enea, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati. ”

A chi rivolgersi per il bonus facciate

Come si può comprendere leggendo la normativa relativa a questo nuovo incentivo occorrerà sicuramente rivolgersi a uno studio tecnico professionale per ottenere i permessi o le licenze edilizie eventualmente necessarie.

IMPORTANTE:

Nel caso in cui si richieda il bonus facciate per la realizzazione di un isolamento termico a cappotto occorrerà rivolgersi a un termotecnico professionista al fine di progettare la stratigrafia dell’intervento, verificare che l’isolamento termico sia sufficiente per rientrare nelle specifiche di legge richieste dal decreto requisiti minimi (che attenzione sono molto restrittive in quanto a trasmittanza termica richiesta), predisporre la pratica ex Legge 10/91 e la relazione tecnica DM 26/6/2015 (requisiti minimi), asseverazione finale, APE e comunicazione pratica ENEA bonus facciate.

Consulenza progetti e pratiche bonus facciate

Studio tecnico e termotecnico Luminance.it:

Progetti e pratiche per bonus facciate, ENEA, requisiti minimi.

 

Tabella sintesi invio pratiche ENEA

Comunicazione ENEA 2020, detrazioni ecobonus, bonus casa ristrutturazioni, bonus facciate

Con la legge di bilancio sono stati prorogati e integrati per il 2020 gli interventi per cui è possibile usufruire dei vari bonus e incentivi fiscali previsti per ristrutturazione, ecobonus, bonus casa, bonus facciate.

Al fine di semplificare la descrizione delle varie opzioni, abbiamo realizzato, in collaborazione con lo studio tecnico e termotecnico Luminance Progetti di Firenze, una tabella di sintesi con i vari interventi oggetto di incentivi fiscali e gli adempimenti relativi alla comunicazione della pratica ENEA nei vari casi.

Scarica qui di seguito la tabella in formato pdf:

Tabella di sintesi per invio pratica ENEA

infografica_invio_pratica_enea_2020

Se hai eseguito un intervento che può accedere agli incentivi Bonus Casa, oppure Ecobonus o Bonus Facciate e devi provvedere agli adempimenti di legge inerenti la comunicazione ENEA puoi rivolgerti allo studio tecnico e termotecnico Luminance.it:

Servizio telematico: Invio pratica ENEA on-line, serviamo tutta italia.

Rinnovo detrazioni e pratiche ENEA 2020

Proroga degli incentivi Bonus Casa ed Ecobonus per il 2020

Con la nuova legge di bilancio sono stati prorogati anche per l’anno 2020 gli incentivi per chi effettua lavori di ristrutturazione e di miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili.

Più in particolare  con la legge nr. 160 del 27 dicembre 2010 sono stati riconfermati i principali bonus relativi ai lavori effettuati sugli immobili. Rimane l’obbligo di legge di effettuare l’invio della pratica ENEA per alcuni interventi. Tale pratica è poi normalmente richiesta dai CAF per poter procedere con le detrazioni in fase di dichiarazione dei redditi. Gli incentivi variano dal 50% al 65% a seconda degli interventi effettuati. Per un approfondimento sui vari interventi e le relative percentuali da portare in detrazione si rimanda ai numerosi articoli giù pubblicati su questo sito.

I commi 70 e 176 dell’art. 1 sono dedicati alla modifica del meccanismo della cessione del credito con sconto in fattura che viene riservato solo a interventi di una certa rilevanza per il 2020, il comma 175 riporta invece la proroga al 2020 degli incentivi già presenti nel 2019 (Bonus casa ed Ecobonus).

La pratica ENEA è richiesta nel 2020 per tutti gli interventi che beneficiano dell’Ecobonus ai sensi della Legge 296/06 e per gli interventi di ristrutturazione che comportano un  miglioramento dell’efficienza energetica (Bonus casa) ai sensi dell’ Art. 16 bis del DPR 917/86. Si ricorda che la preparazione e l’invio della pratica ENEA è un adempimento di legge da eseguire entro 90 giorni dalla fine dei lavori / collaudo.

A chi rivolgersi per la preparazione e l’invio della pratica ENEA 2020

Per l’invio della pratica ENEA si consiglia di rivolgersi a professionisti del settore al fine di evitare errori o ritardi. Per chi vuole procedere con la pratica ENEA on-line è possibile rivolgersi al nostro studio che serve tutta italia via e-mail in tempi brevi e a costi contenuti, per informazioni o preventivi visitate la pagina informativa su servizio: informazioni invio pratiche ENEA 2020.